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Ludovico Maria Gilberti

Le fotografie possono raggiungere l'eternità attraverso il momento.
Henri Cartier-Bresson

 

Nato a Monza nel 1951, dove vive e lavora, Ludovico Maria Gilberti è un attento fotografo, autore, artista e testimone per immagini dell’umanità. Le sue fotografie non sono documenti, né impressioni di viaggio, ma una vera e propria pittura creativa e ispirata.

Quella di Gilberti per la fotografia è una passione che nasce nel periodo universitario, quando praticava la pittura a olio, ma si interessava anche alla fotografia in bianco e nero e al relativo sviluppo. Era il tempo dell’irresistibile attrazione per le prime macchine fotografiche reflex SLR e dello sviluppo e stampa fatti da sé, condizioni irrinunciabili per tutta la sua generazione, influenzata dall’impatto epocale del film Blow Up di Antonioni del 1966 cui si deve il successo enorme della fotografia creativa e sperimentale di quegli anni.

In seguito, Gilberti viene folgorato dall'introduzione della tecnica digitale che ha eliminato le alchimie e la chimica dalla fotografia, ma gli consente di sperimentare la formula tecnologica per miscelare la sua passione pittorica con l’arte fotografica. Gilberti non ricorre all’elaborazione successiva delle immagini sul computer, ma sperimenta direttamente en plein air e crea le sue opere lavorando con tempi e diaframmi e gli altri accorgimenti tecnologici di cui sono dotate le macchine fotografiche attuali. La Canon è il suo pennello e l’immagine digitale la sua tela.

Gilberti sa percorrere la follia urbana di New York e le città della vecchia Europa, le maree dell’Oceano Indiano, il Kenya della savana e degli slum caotici e abusivi, come artista coinvolto e partecipe. Essere fotografo di viaggio o contrabbandare sentimenti non lo interessa. Dimostra, invece, il suo sforzo verso un’intima comprensione delle persone e delle scene che ritrae. Le sue opere sono il riflesso di un’emozione e il colore di un’opera d’arte, oltre a essere portatrici d’informazione.

Nel 2009, Gilberti decide di esporre i propri scatti fotografici dedicando al pubblico milanese  una mostra intitolata “CittàDiNote”. QuadriFotografici e proiezioni  sono liberamente ispirati alle musiche dei Domingueros. Entra così a  far parte di DescargaLab, progetto musicale e crocevia di differenti esperienze e culture, creando un originale percorso artistico caratterizzato dalla contaminazione culturale, stilistica ed emotiva.

Ancora nel 2009 rende omaggio a Monza con una mostra dedicata alla sua città natale, intitolata “Monza da scoprire” esposta nella Fagianaia Reale nel Parco di Monza.

Nell’ottobre 2009 si presenta di nuovo al pubblico milanese al Teatro Frigia con proiezioniFotografiche, dedicate alla musica, nel corso dello spettacolo “Chiamami Arturo, Arturo Bandini!” musiche di Vinicio Capossela e testi di John Fante, proseguendo lo sviluppo del progetto DescargaLab.

Nel 2010 quattro mostre tematiche: “marEparole: il dialogo”, “NYCielo” , “terrAmare” e “fil rouge terrAmareCielo” che hanno per protagonisti il Kenya con la sua natura dirompente e New York con i suoi cieli inesplorati. Un percorso i cui protagonisti ci accompagnano nel loro mondo fatto di odori, suoni e colori. Ne nasce un itinerario sensoriale che crea un dialogo tra lo spettatore e le immagini fotografiche.

Sempre nel 2010 presenta una webmostra dal titolo "Il realismo magico" nella quale i paesaggi sembrano luoghi metafisici, sempre connotati da un forte romanticismo.

 

Hanno scritto dell’opera di Gilberti:

Sono scatti d’autore. Figure fluttuanti, sospese in bilico come fantasmi che evaporano tra cielo e mare e ombre che si perdono nella terra. Immagini che vivono in un equilibrio instabile che cattura il presente già passato. Un attimo che non è più ora. Simbolo di una realtà in continuo divenire. Gli scatti di Ludovico Maria Gilberti sono la metafora di un significato filosofico. Mare acqua e terra: tutta l’esistenza è in movimento. E quelle immagini volutamente non nitide sono legate a questo significato. Sfibrate in un senso che riporta al movimento di tutte le cose. Nulla è fermo e nelle sue fotografie c’è la movimentazione dell’esistenza.” “…Le sue opere sono chiare, divise a metà tra lo sfavillio di certi scatti catturanti lo sguardo e altre più riflessive, più tonali e forse anche più cariche di bellezza e di pulizia formale.” (Carlo Franza)

“...Non mancano momenti diversi con quadri che oserei definire tendenti all’astrazione, giocati sul colore e sul ritmo. (…) Qui pensi a un pennello che tocchi, rapido e rabbrividente, a stendere un colore abile a sciogliersi o a raggrumarsi.”

“...Il rigore documentale si sposa alla poesia, fascinosa e serenatrice, il linguaggio è teso ed intenso, sa rendere la vitalità della luce. ”
(
Pier Franco Bertazzini)

“...Questo poeta della fotografia cerca sempre di cogliere il momento in cui l’apparecchio agisce come uno sguardo naturale, vedendo le cose “diversamente”, al contrario di come ce le aspettiamo e lo dice in modo chiaro, con uno stile vicino alla libertà dell’arte contemporanea. La realtà di Gilberti diventa, infine, “realismo magico”, i paesaggi sembrano luoghi metafisici, sempre connotati da un forte romanticismo. Il suo lavoro è caratterizzato da un linguaggio espressivo particolarmente evidente e personale, in cui la memoria per la cultura e l’arte mediterranea sono sempre presenti, anche quando si tratta di architetture al di fuori del nostro territorio…” (Eraldo Di Vita)

La mostra "Tra i cieli di New York" inaugura  a Roma la stagione 2011. L’esposizione curata dall’illustre Storico dell’Arte Contemporanea di fama internazionale, Prof. Carlo Franza, che firma anche il testo in catalogo, riunisce quaranta opere del fotografo: appare agli occhi della critica italiana come una delle più interessanti e propositive figure dell’arte nuova contemporanea.

Ora tra i grandi fotografi italiani va inserito anche il nome di Ludovico Maria Gilberti, monzese giramondo, il quale è stato capace di consegnarci in fotografia, in bianco nero e a colori, capitoli essenziali legati a documentare terre e continenti, costumi e riti, dimensioni poetiche legate al ritratto della natura, e squarci su luoghi e città, non ultimo l'affondo su New York”… (Carlo Franza)

Ricordo Olivo Barbieri, grande fotografo e le sue visioni di Monza, ma anche di New York: vedute aeree, spazi e cose viste dall’alto, invertendo la prospettiva. Gilberti non produce fotografie aeree, ci porge una New York di oggi, vista dal basso, monumentale….. Credo di poter dire con tranquillità che Gilberti possa ormai definirsi un protagonista affermat” (Pier Franco Bertazzini)

“…è la sintesi fra l’occhio del reporter e l’animo del surrealista a dare vita alla sua poesia: un’operazione di “cervello, occhi e cuore” (Eraldo Di Vita)

 

Premi e riconoscimenti

2010

Sentieri di pace. L’arte della pace e la pace dell’arte,a cura di Carlo Franza, Museo Internazionale Mariano d’Arte Moderna M.I.M.A.C., Alessano LE, acquisito il quadroFotografico“l’abbraccio” | 2010 | diasec | 120x120 cm

Premio delle Arti Premio della Cultura, XXII edizione,Circolo della Stampa, Milano / vincitore per la categoria Fotografia con la seguente motivazione: “Le fotografie di Ludovico Maria Gilberti esprimono un’attitudine
concettuale che mira a spogliare le immagini fino alla loro essenza;raccontano un concetto di fotografia simile ad una sorta di macchina del tempo, un modo per preservare o costruire ricordi ed emozioni.”

 

2012

ArtisitInMostra, Parma, finalista del Premio della Critica, a cura di Pasquale Bellini, Giuliano Giuman e Massimiliano Valdinoci, direttori rispettivamente dell’Accademia delle Belle Arti di Bari, Perugia e Verona; Beba Marsano - giornalista free lance e critica d’arte e Pier Paolo Mendogni - critico d’arte della Gazzetta di Parma

ArtisitInMostra, Parma, finalista del Premio dei Galleristi, a cura di Arianna Sartori - Galleria di Mantova; Laura Adreani - art director della Galleria d’Arte Mentana di Firenze e Angelo Albanese - Galleria Albanese Arte di Matera con la seguente motivazione: "Per l'uso geniale della macchina fotografica, che sortisce effetti straordinari, senza l'intervento di alcuna manipolazione, utilizzata nella mostra "WoMen in Africa" - Angelo Albanese, della Galleria Albanese Arte di Matera

   
Esposizioni personali
2011-2012

WoMen in Africa – NO COLOR ONE COLOR, in occasione dell’Anno Internazionale per le Persone di Discendenza Africana:  Meeting Point, Aeroporto di Milano Malpensa | Istituto Italiano di Cultura, Nairobi | White Elephant, Malindi | Palazzo dell’Arengario Monza

 

2011

tra i cieli di NYC, a cura di Carlo Franza, Centrale Ristotheatre, Roma

Tra i cieli di NYC,  a cura di Carlo Franza, MilesiLab, Monza

 

2010

TerrAmareCielo anteprima, Autodromo Nazionale, Monza
IncursioniFotografiche per “Sentieri per l’infinito” rassegna culturale,TeatroVilloresi, Monza
MarEparole: il dialogo, Fagianaia Reale del Parco di Monza, Monza
NYCielo, CheBanca!, Monza           
TerrAmare, GGranetto, Lissone (MB)
proiezioniFotografiche per “Chiamami Arturo, Arturo Bandini!”, Teatro Binario7, Monza  
fil rouge TerrAmareCielo, Sala espositiva Binario7, Monza
Il “realismo magico” di Ludovico Maria Gilberti, a cura di Eraldo Di Vita, www.webartmagazine.net

 

2009

CittàDiNote, Barrio’s Café, Milano         
Monza da scoprire, a cura di Pier Franco Bertazzini, Fagianaia Reale del Parco di Monza, Monza
proiezioniFotografiche per “Chiamami Arturo, Arturo Bandini!”, Teatro Frigia, Milano

 

Mostre Collettive
2010

Sentieri di pace. L’arte della pace e la pace dell’arte, a cura di Carlo Franza, Museo Internazionale Mariano d’Arte Moderna M.I.M.A.C., Alessano LE